Community Highlights Europe Giorno 11: Hof, Skaftafell, Svartifoss, Kirkjugolf

Giorno 11: Hof, Skaftafell, Svartifoss, Kirkjugolf

By mbortol

Published 16 Dec 2025 · Iceland · Comments

Il programma di oggi è piuttosto fitto e il tempo anche oggi non è dei migliori, ma non ci scoraggiamo.
Partiamo da Hofn alle 09.30 e ripercorriamo la strada fatta ieri e nonostante le tante cose da vedere nella giornata non possiamo fare a meno di fermarci nuovamente alla laguna Jukulsarlon per ammirare nuovamente lo spettacolo degli iceberg e perché eravamo curiosi di vedere se i blocchi di ghiaccio che avevamo battezzato in base alla loro forma (il cane, l’oca, ecc.) si fossero mossi rispetto alla sera precedente….e….sorpresa, la laguna è completamente diversa: rispetto a ieri è piena di ghiaccio tanto che i mezzi anfibi non riescono a spingersi laddove eravamo ieri. Probabilmente ieri abbiamo visto la laguna “al disgelo” al termine della giornata mentre oggi dopo la fredda notte la vediamo intrappolata dai ghiacci. Scorgiamo anche nuovi blocchi di ghiaccio staccatisi dal ghiacciaio. Consigliamo vivamente di vedere questo sito in ore diverse della giornata.
Ci fermeremo per delle ore, ma il tempo stringe e la strada è lunga.
In poco meno di mezz’ora arriviamo a Hof dove è possibile ammirare la piccola e caratteristica chiesetta Hofskirkja costruita nel 1884 sulla base di un edificio del XIV sec con il tetto completamente ricoperto di torba ed erba.
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A mezzogiorno arriviamo al Visitor Center del Skaftafell National Park che fa parte del Vatnajökull National Park (http://www.vatnajokulsthjodgardur.is/) che copre il 14% del territorio islandese e complice la giornata festiva fatichiamo a trovare un parcheggio; scopriamo sulla mappa l’esistenza di un altro piccolo parcheggio proprio in corrispondenza della partenza del sentiero che intendiamo percorrere. Sfidiamo la sorte e siamo fortunati, infatti il parcheggio ha qualche posto disponibile. Pranziamo e prendiamo il facile ma ripido sentiero che in poco più di mezz'ora ci conduce alla cascata di Svartifoss (cascata nera).
Svartifoss è una cascata simbolo dell’Islanda, non tanto per la sua altezza ma perchè è incastonata in un anfiteatro di nere colonne di basalto che la rendono unica.
Proseguendo lungo il sentiero per altri 20 minuti si giunge al punto panoramico di Sjónarsker da cui si apre un’ampia vista sul Skeiðarársandur.
Il sandur è una pianura sabbiosa di origine glaciale originata dalle acque di scioglimento dei ghiacciai che prende il nome proprio dal Skeidararsandur che con i suoi 1000Kmq e la sua lunghezza di 40Km è il più grande sandur al mondo. L’eruzione del 1996 del Grimsvotn , un vulcano che si trova sotto la calotta glaciale (lo stesso che ha generato il canyon di Asbyrgi) ha generato un grande lago che è straripato riversando in poche ore 3000 miliardi di litri d’acqua e fango e iceberg grandi come edifici di tre piani distruggendo tutto quello che ha trovato sul suo percorso (lungo la ring road è ancora possibile osservare il metallo contorto dei ponti investiti dall’acqua). La zona è soggetta ad eventi di questo tipo e nuove eruzioni si sono verificate nel 1998 nel 2004 e nel 2011. Non è un caso che l’area si chiami Oraefi, letteralmente “terre desolate”.
Purtroppo il tempo non è dei migliori per cui riusciamo a malapena a scorgere il mare alla fine della vasta pianura alluvionale, ma nonostante questo si percepisce la vastità dell’area e la forza dell’acqua nel modellare il paesaggio.
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Alle 14 siamo di nuovo alla macchina e ripresa la Ring road torniamo sui nostri passi per circa un chilometro e prendiamo la deviazione che in un paio di km ci conduce al fronte del ghiacciaio Svinafellsjokull . Dal parcheggio un sentiero lambisce una piccola laguna color caffelatte e la lingua del ghiacciaio. Questo sito è stato utilizzato come scenario nel film Interstellar.
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Alle 15 siamo di nuovo sulla strada principale e dopo aver attraversato la pianura dello Skeidararsandur giungiamo dopo circa ¾ d’ora nei pressi dell’abitato di Kirkjubaejarklaustur dove prendendo la 203 arriviamo a Kirkjugolf (letteralmente Pavimento della Chiesa) che prende il suo nome da una serie di colonne di basalto la cui sommità emerge in mezzo ad un prato dando l’impressione di trovarsi sul pavimento di una chiesa. La regolarità del basalto sembra quasi artificiale e non sorprende che in passato questo lastricato sia stato scambiato per l’opera dell’uomo.
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Proseguendo per altri 20 minuti sulla 1 imbocchiamo la F206 in direzione del vulcano Laki che in un paio di chilometri ci porta all’imbocco del canyon Fjardrargljufur. La strada è indicata come F (ovvero percorribile solo da mezzi 4x4), ma in realtà la pista inizia solo dopo il parcheggio del canyon che è raggiungibile con qualunque mezzo.
Lasciata la macchina al parcheggio (presso il quale è presente anche un bagno pubblico) prendiamo il sentiero a destra che risale lungo un prato il fianco del canyon e lo costeggia fino a giungere a una cascata posta alla testata del canyon stesso. Il sentiero non è faticoso e offre splendidi scorci (attenzione nella parte finale dove non essendoci protezioni può risultare pericoloso). Il canyon lungo 2 km e fondo 100 m è stato scavato 2 milioni di anni fa dal fiume Fjardra.
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Rientrando al parcheggio appena superato il ponte un piccolo sentiero ci permette di percorrere il fianco sinistro e di scendere lungo il fiume.
Dopo un’ora e mezza di escursione lasciamo il canyon; sono ormai le 18 e ci restano ancora due ore di strada per cui ripartiamo ammirando i pseudocrateri verdi (Landbrotsholar) che circondano l’area e che si sono formati durante l’eruzione del vulcano Laki nel 1783 (https://it.wikipedia.org/wiki/Laki) a seguito del contatto della lava con l’acqua contenuta nel terreno.
Alle otto arriviamo a alla South Iceland Guesthouse (http://southicelandguesthouse.is/) e chiudiamo la nostra lunga giornata che ci ha portato a percorrere 340 Km sulle strade islandesi. Dopo cena Laura e Nicola mi preparano una mini torta di compleanno (fetta biscottata con marmellata :-) )

This featured blog entry was written by mbortol from the blog I viaggi di Michele e Laura.
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